Salvo

  • Nizwa salvo

    Tecnica: olio su tela Dimensioni:  80 x 100 cm Prezzo: trattativa riservata

  • La città salvo-arte-e-kaos

    Tecnica: olio su cartone Dimensioni:  50  x 70 cm Prezzo: trattativa riservata

  • Capriccio capriccio 40 x 50 olio

    Tecnica: olio su tela Dimensioni:  40 x 50 Prezzo: trattativa riservata

Salvo (Salvatore Mangione) nasce a Leonforte in provincia di Enna il 22 maggio 1947. Trascorre l`infanzia in Sicilia e nel 1956 si trasferisce con la famiglia da Catania a Torino dove, manifestando un precoce interesse per l`arte, visita la grande mostra di Francis Bacon alla Galleria d`Arte Moderna nel settembre 1962 e, nell`estate seguente, a soli sedici anni, partecipa con un disegno da Leonardo, raffigurante una testa di vecchio, alla 121a Esposizione della Società Promotrice di Belle Arti. Dipinge e cerca di vendere ritratti, copie da Rembrandt e van Gogh, tele della più varia ispirazione, da Fontana a Chagall. Tra il settembre e il dicembre 1968 è a Parigi, coinvolto dal clima culturale che si crea attorno al movimento studentesco. Rientrato a Torino, inizia a frequentare gli artisti della giovane generazione che operano nell`ambito dell`arte povera e che trovano un punto di riferimento nella galleria di Gian Enzo Sperone in piazza Carlo Alberto. Conosce Boetti, di cui diventa amico, Merz, Zorio, Penone e i critici Renato Barilli, Germano Celant e Achille Bonito Oliva. Nel 1969 ha rapporti con i concettuali americani Joseph Kosuth e Robert Barry, incontra Sol LeWitt che comprerà in seguito alcune sue opere, tra le quali la lapide Occupazione del sapiente letterato. In estate compie un lungo viaggio in Afghanistan. Inizia lavori in cui sono già chiare le tendenze – la ricerca dell`io, l`autocompiacimento narcisistico, il rapporto con il passato e con la storia della cultura – che diventeranno nodi essenziali della sua ricerca successiva. Nella serie 12 autoritratti inserisce con fotomontaggi il proprio volto su immagini tratte da giornali; compare in veste di operaio, guerrigliero, soldato americano, ufficiale nazista, ballerino, aviatore, partigiano russo; le possibilità di sostituzione e quindi di modificazione di ruolo moltiplicano le possibilità di rappresentazione di sé. Queste fotografie vengono presentate al pubblico torinese il 7 febbraio 1970 alla Galleria Sperone, accanto ad alcuni quaderni di scuola in cui Salvo ha copiato con grafia infantile l`Inferno di Dante e alcune favole dei fratelli Grimm. In maggio, in occasione della personale alla Galleria Acme di Brescia, vengono esposte tre immagini di Salvo che benedice la città. L`ironia dell`azione e il richiamo ai soggetti religiosi della pittura antica si rinnovano nella Benedizione di Lucerna databile alla fine del mese, ora nella collezione del Kunstmuseum Luzern. In autunno fallisce un analogo progetto previsto per Monaco di Baviera e in dicembre chiude l`anno la prima mostra milanese, nella galleria di Françoise Lambert. Nell`invito è riprodotto l`Autoritratto come Raffaello. Parallelamente ai lavori fotografici Salvo esegue lapidi in marmo su cui sono incise parole o frasi, quali Idiota, Respirare il padre, Io sono il migliore. Sono opere che, pur se maturate nel contesto dell`arte povera, mostrano nelle connotazioni monumentali e arcaizzanti un carattere del tutto peculiare e precorritore della sua futura ricerca. E del 1970 Salvo è vivo, oggi all`Australian National Gallery di Canberra, dell`anno seguente 40 nomi, elenco di personaggi illustri che da Aristotele giunge fino a Salvo. La serie delle lapidi proseguirà fino a tutto il 1972 con iscrizioni dalle fonti più varie, come un testo assiro in Il lamento di Assurbanipal o una parabola di Esopo per La tartaruga e l`aquila. Nel 1971 realizza Tricolore, superfici su cui è scritto “Salvo” in bianco, rosso e verde o con lettere al neon, inoltre copie di romanzi trascritte da lui stesso in cui viene riproposto il medesimo processo di sostituzione degli autoritratti inserendo il proprio nome al posto di quello dei protagonisti; è il caso, per esempio, di Salvo nel paese delle meraviglie (da Carroll) e L`isola del tesoro (da Stevenson). Nello stesso anno, tramite Robert Barry, conosce Paul Maenz. Inizia così un lungo rapporto di amicizia con il mercante tedesco, che in giugno presenta nella sua galleria a Colonia una personale che riscuote grande successo, in cui figura la lapide Ich bin der Beste, poi distrutta dal gallerista. La mostra in Germania è preceduta in marzo dall`esordio parigino alla Galerie Yvon Lambert. Nel giugno 1972 incontra John Weber, venuto in Italia per la rassegna “420 West Broadway at Spoleto Festival”. In quell`occasione viene programmata per il gennaio seguente nella galleria newyorkese di Weber l`ultima sua esposizione di opere concettuali. Ancora nel 1972, con il nome posto in risalto nell`elenco degli artisti riportato in catalogo, partecipa a “Documenta 5”, inaugurata il 30 giugno a Kassel. Ad Amsterdam, in ottobre, tiene la seconda personale da Art & Project di Adriaan van Ravesteijn e Geert van Beijeren, presentando Tesoro, mentre l’anno prima il suo unico intervento era il suo nome più grande degli altri artisti della galleria. Il 1973 è l`anno della svolta nel senso di un ritorno alla pittura con il recupero delle tecniche tradizionali che pure era già presentito in alcuni Autoritratti benedicenti disegnati tra il 1968 e il 1969. Con l`intento di rivisitare la storia dell`arte Salvo procede nei suoi d`après, già iniziati nel `70 con l`Autoritratto come Raffaello. La citazione di opere antiche non impone la copia tout court ma il rifacimento in chiave semplificata e ingenua, dove l`artista trova talvolta il modo di inserire se stesso con il procedimento narcisista dell`autoritratto. I lavori recenti, ispirati a grandi maestri del Quattrocento quali Cosmè Tura e ancora Raffaello, figurano nel dicembre `73 a Milano nella galleria di Franco Toselli. Suscitano reazioni contrastanti e il giudizio negativo di Gillo Dorfles e del collezionista tedesco Ludwig. Il 6 luglio dell`anno seguente si apre a Colonia l`importante rassegna “Projekt `74”. Salvo chiede di non esporre alla Kunsthalle, sede della mostra, ma di allestire una sala al Wallraf-Richartz Museum, dove San Martino e il povero del `73 è collocato accanto a capolavori di un pittore per ogni secolo, come Simone Martini, Lucas Cranach il Vecchio, Rembrandt e Cézanne. Viene così realizzato di fatto quel recupero del museo che pure aveva caratterizzato sotto un altro aspetto l`attività di de Chirico. In ottobre Salvo partecipa presso lo Studio Marconi di Milano alla collettiva “La ripetizione differente”, curata da Barilli. In dicembre, da Toselli, propone una sola opera, il Trionfo di San Giorgio (da Carpaccio), di oltre sette metri, poi inviato alla Biennale di Venezia del 1976 come unico suo intervento. Dipinge le prime Italie (77 pittori italiani in blu, 30 pittori italiani) e Sicilie (16 siciliani, 22 siciliani), offerte attraverso le rispettive mappe geografiche ben riconoscibili e recanti i nomi di insigni filosofi, pittori, musicisti che precedono quello dello stesso Salvo nell`ordinata scansione sulla superficie dell`opera. Si inaugura a Brescia la mostra “Salvo, variazioni sul tricolore 1971-1973” alla Galleria Banco di Massimo Minini, che negli anni seguenti manterrà stretti rapporti con l`artista promuovendo numerose sue esposizioni. Da Paul Maenz le opere di Salvo tornano ormai con cadenza annuale; la quinta personale a Colonia è sul finire dell`anno. A partire dal 1976 si delinea un nuovo momento della sua ricerca. Elabora una serie di paesaggi in cui propone con uno schema semplificato, e più tardi con colori squillanti, cavalieri tra rovine architettoniche e visioni di colonne classiche che si reggono a fatica, viste in vari momenti del giorno, dall`alba al tramonto. Tra febbraio e marzo presenta da Françoise Lambert a Milano solamente un`Italia e in estate riscuote un buon successo alla Biennale di Venezia dove è stato invitato da Tommaso Trini. In questo periodo conosce Giuliano Briganti e Luisa Laureati, e Luciano Pistoi, il mercante italiano con cui avrà sempre un rapporto privilegiato. In novembre un`ampia selezione di sue opere, scelte da Barilli.